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Vorrei poter chiudere gli occhi, chiuderli come sono chiusi ora mentre scrivo, e garantire a me stesso la fine di tante cose. La mia testa, in questo momento, è così piena e gonfia che mi servirebbe una montagna di tempo giusto per risolvere tutte le cose che ritengo in sospeso, ovviamente supponendo di interrompere tutte le azioni di routine della mia vita, come l'Università, mangiare, dormire.

Vorrei poter mettere tutto in pausa per riordinare, un pò come le icone sul desktop, tutte le persone della mia vita. Cambiarle di categoria, rimetterle in risalto, cancellarle, come facevo tempo fa su MSN, prima che la mia vita divenisse così piacevolmente routinaria da non necessitare più ripulite poichè non vi sono più aggiunte.

Sono pure andato a darci un occhio, all'appena citata lista di amici MSN. Erano così pochi che sarebbe stato possibile cancellarne anche solo uno. Discorso simile per Facebook, dove comunque ne sono saltati una decina.

Ma che mi succede? Perchè ora voglio smettere di vivere la mia vita a questo modo, smettere di organizzare, divertirmi, disporre? Cos'è questa sensazione di involuzione?

Mi sento "usato", come un utensile. Non è una sensazione nuova, lo scrissi tanto e bene su di un foglio, quel giorno all'ultimo, abbandonato, piano di una scuola-succursale, ma ora è diverso. Sento che il mio mondo non mi appartenga, che il mio film non abbia me come protagonista. Si tratta di una splendida piramide, costruita passo dopo passo, che regge su un unico mattone, il quale risiede sulla mia schiena: solo io faccio si che non perda di stabilità.

E gli altri? E gli amici, e le cerchie, e le conoscenze che mi sono costruito pian piano, e che vorrei davvero essere coloro i quali mi stanno salvando dall'autodistruzione? Può davvero la mia psicosi giungere a rinnegare loro? Posso davvero io rinnegare l'obiettivo di anni di scazzi e depressioni?

Posso.

Voglio osare. Voglio provare a mettere in discussione tutto, a dedicare un fanculo ad ogni sorriso, finchè il proprietario della faccia si stanca di sforzare così tanti muscoli facciali per me. Voglio vedere se continuerà ad essere così.

E poi, lo capite o no che sto cercando disperatamente qualcuno a cui gridare tutto questo?

Intorno a me si è formata una costruzione di cristallo, stranamente dipinta di un bel color metallo, che mi ha reso la spalla, il confessionale, il trampolino. Una bellissima sensazione, se non fosse che mi costringe al silenzio.

Così tanto silenzio, che parlo da solo così tanto che, arrivato qui, non riesco a scrivere niente.