Pfft.

La televisione, le favole, i libri, la poesia ci hanno insegnato che lo scopo più alto ed ultimo dell'essere umano sia quello dell'elevarsi dal basso rango di "persona qualunque mediocre" per giungere ad un più alto livello di apprezzabilità, come "unico" nella propria essenza. Ognuno di noi deve cercare i propri talenti, le proprie segrete capacità e sfruttarle per diventare, attraverso una metamorfosi completa, una persona unica, desiderata, superiore.

Credo che ci siano esempi a iosa, nella produzione letteraria e non solo della nostra umanità, e tanti me ne vengono in mente, ma la mia infantilità, nonchè la mia mancanza di voglia di mostrarmi come uno "che sa un sacco di cose" (che poi non sarebbe vero, e alla fine faccio più questa figura fingendo di non volerli dire) ma quello che più rispecchia quello che intendo è contenuto in una puntata delle Superchicche, che qualche tempo fa stavo guardando in telev  mi è capitato di notare di sfuggita mentre mio fratello più piccolo stava seguendola; fondamentalmente tutti i compagnetti di asilo sono invidiosi delle tre eroine e dei loro poteri, e queste li convincono che (quanta originalita! MAI sentita prima, questa) "TUTTI siamo speciali! Ehi, tu sai disegnare bellissimi unicorni! (sic!) E tu? Ricordi quando sei salito altissimo con l'altalena e nessuno ha saputo fare di meglio? (Ari-sic!) E tu! Tu..." e qui sparavano una boiata davvero assurda, del tipo "sai scaccolarti come nessun altro" o "mangi la colla anzichè sniffarla come tutti" oppure "voti Futuro e Libertà", insomma, robe così.

Ora, lasciamo stare questo buonismo da cartoni animati (i bambini, peraltro, si mettono tutti d'accordo ed alla fine tornano amiconi; no, quello che vota FLI l'hanno emarginato). Lasciamo stare, quindi, tutto il filone moderno di MINCHIATE (dell'uso delle parolacce parlerò poi) alla "NeX sRà MaI cM mE!!11" o roba varia, che per quelle c'è già feisbu. Quello che mi chiedo, invece, è:"Perchè?" 


Voglio dire, perchè ci convinciamo che sia così DANNATAMENTE importante, il cercare di essere migliori, più originali, diversi, differenziarci in modo da poter emergere dalla massa e poi mostrare noi stessi al mondo? Lascio stare anche l'affermazione, che suonerà semibanalotta, del tipo "OMFG CHE DICI? SE TUTTI FOSSIMO SPECIALI NESSUNO LO SAREBBE!", che la si smentisce in due minuti. Dico solo: e se essere normale, semplice, fosse la mia vera aspirazione?

Ho passato 19 anni della mia vita cercando di risultare originale, costruendomi personaggi, personalità multiple, parlando da solo, vestendomi in quel modo perchè si, scrivendo quelle così perchè si, mostrando un determinato carattere perchè-fucking-si (in inglese sarebbe suonata divertentissima), ma finendo spesso per sembrare un bambino che faceva il grande con i bambini maggiori per sentirsi loro pari (che, a sua volta, è un bel nome per uno di quei gruppi Feisbu che vanno tanto di moda).

Non sono una persona migliore di voi, ed era l'ora che lo ammettessi. Sono una persona mediocre, normale, che non chiede altro che laurearsi, avere un lavoro, guadagnare moderatamente, portare il pane in casa ed avere una moglie e dei figli. Un soggiorno con una TV al plasma, una connessione veloce e, magari, un gatto a rompermi le scatole di notte. Chiedo questo, perchè di questo sono capace. Non sono degno nè realmente desideroso di eccellenze, futuri solari, successi insperati machedopotantisacrifici arrivano. Voglio una vita come tante.

Ve le lascio, quelle manie di giungere ai posti alti del mondo, dove tutto sembra migliore e dove la cultura è retribuita. Ve le lascio perchè non valgono la pena, perchè la vita è troppo breve per perderla dietro a un me che si boicotta da solo. Ve le lascio, soprattutto, perchè per sembrare migliori molti di voi sono diventati PESSIMI, feccia in cerca di fama che si nutre della carcassa di chi è inciampato. Avete in parte perso la vostra umanità, la vostra spontaneità, persino i vostri gusti, dietro la mania dell'esser tutto, esser tanto, esser meglio: cosa peggiore, avete fatto sembrare una vera minoranza i veri talenti, quelli che nelle sfere alte si meritavano d'esserci, ed ora sono un numero nella vostra ammucchiata di corpi che si divincolano, come quegli ami a cui stanno attaccati venti pesci catturati dal pescatore fortunato dei film.

E nemmeno stavolta so come finire. La cosa triste è che comincio persino a chiedermi se davvero la mia mente non si stia persino atrofizzando! Una volta avevo sempre un finale a sorpresa, o una chiusura ad effetto, nonchè delle cose interessanti da scrivere. Problema grosso è, però, che un bel pensierino da quindicenne, se fatto marcire nel suo stato, resta una mente mediocre da diciannovenne.