Per esempio.

Molto spesso chiudo interventi sul blog, liquidandoli dopo un paragrafo o due, perchè sento che manchi loro "lo spunto", l'idea che li renda interessanti; non so se avete presente, intendo quella metafora, quell'esercizio di stile, quella particolarità che li possa rendere apprezzabili. Ciò, e lo dico senza falsa modestia, non significa AFFATTO che io pretenda che tutto ciò che scrivo abbia questi requisiti o venga apprezzato (dubito che siate più di due, a leggere queste parole!), anzi!

Molto spesso ho come la sensazione, rileggendo, che la mia mente stia andando a decomporsi, incapace di scrivere, come faceva qualche anno fa, seppur proporzionalmente alla sua più giovane età. Credo di essere rimasto ad uno stato di eterna mentalità e profondità "quindicenne" che preferisco mantenere di rendita che rischiare di perdere, o più semplicemente, ho troppo corso all'epoca per ora potermi evolvere in modo lineare. Fatto sta che, rileggendomi (cosa che ultimamente faccio spesso e che in passato, invece, mai, come a voler autodimostrare una certa insicurezza) quasi sempre trovo i miei pensieri su carta estremamente banali, e decisamente nel senso più oggettivo che la parola "banale" possa avere (che non è tanto, ma fatevelo bastare)

Sto divagando. Dicevo, non è sempre trovare facile un incipit per trasmettere una percezione, una sensazione, e credo d'averlo già detto. Oggi, paradossalmente, ho trovato una metafora di questo mio trovare metafore in una canzone (si, questa. Si, è Lui.)

La aspettavo da due anni, una sua nuova canzone. Ho un amore quasi reverenziale per qualunque sua produzione artistica, e credo di conoscere a memoria tutte le sue canzoni degne di nota. La aspettavo perchè è originale, perchè sprizza cultura, perchè è sagace, perchè è divertente, perchè ha dei fottuti capelli ricci del demonio, perchè è Caparezza, ed in quanto tale bene lì. E qui il primo problema, perchè è complicato mostrare una passione simile senza venire penalizzato di almeno dieci punti, e con una sincerità interiore, da molti, anche molti di quelli che ascoltano musica di un mediocre drogatello che si è convinto di essere un rapper impegnato (commentandolo nello stesso modo in cui io faccio con loro, e poi sfottono il mio relativismo convinto). Perchè si, oltretutto il tema è lo stesso, e sembra proprio che LA FOTTUTA SCENA ITALIANA DEL REPP voglia farci emigrare tutti altrove.

No, dicevo, la aspettavo ed arriva. Arriva con quel suono anni ottanta, che ultimamente mi piace davvero tanto , da brava mia moda settimanale, ma nonostante sapessi ci fosse il tizio degli spandau ballet non me l'ero COMPLETAMENTE aspettata. Ed arriva e la ascolti aspettando che inizi, e fondamentalmente l'ho ascoltata tutta aspettando iniziasse. Avessi dovuto fare un commento a pelle avrei detto che faceva cagarone.

A questo punto, i comportamenti possibili sono due. Attenzione, due e non tre. La persona che c'è in me avrebbe liquidato col commento precedente (era "cagarone", se eravate distratti tutti e due) il tutto e sarebbe andato oltre, magari pensando a quante fesserie passano per canzoni interessanti. Ma quella no. Quello era il fottuto Caparezza, ed io amo caparezza, quindi la riascolto, anche perchè dopo due anni che si fa aspettare è giusto che stupisca, che ti lasci un attimino così, con questa canzone molto annottanteggiante, molto Battiato, molto così come la state sentendo. E senti che il testo, in fondo in fondo, c'è, il significato di fondo pure, i giochi di parole anche, e la musica è orecchiabilissima. Insomma, in effetti non è così tanto pessima, va benissimo.

Vorresti a questo punto dire che il Riccio è tornato, e che in fondo anche ai primi ascolti dei due vecchi dischi avevi storto il naso "e poi...!", ma stavolta è diverso. La canzone ti piace MA. Quel ma non dovrebbe esserci, perchè il fanatismo non ne possiede. Eppure ti piace MA, decisamente MA, perchè potrebbe cantarla anche un altro, anche il caro Franco Alta Energia, anche il Fabrizio Cheffaccagare (questa la capirò solo io) o qualunque altro, perchè non è speciale, non mi fa sognare, non innova una ceppa. Sigh.

Vorresti quindi tornare a rismerdarla, ma ecco che pensi che la gente, come Ortolani, Quino o un pokemon, per essere sempre sè stesso deve evolversi, cambiare, diventare qualcosa di diverso per non essere sempre il solito, e Michele S. c'è riuscito alla grande, anche stavolta. E che comunque c'è un intero album, non si può fare l'hater così, alla cazzo.

Però, in ultima analisi, non vuoi essere uno di quelli che sul forum o su Youtube dicono di piangere ascoltandola, di aver avuto la vita cambiata, di aver avuto la rivoluzione divina o che il loro pene è ingrandito di cinque inches: sembra quasi di leggere i messaggi di quelli che si, le catene di sant'antonio le hanno mantenute in vita, e per fortuna!

Poi bof, io ci vedo una metafora interessante, in tutto ciò. Tu mi sa di no. E nemmeno quello dietro te.