No. Basta.

Ho un gusto dell'inutile che fa si che io abbia molta più cura dell'inutile (in senso lato, delle cose inutili) che di ciò che conta. Oggi ho, a conti fatti, speso più tempo a ritoccare e perfezionare il template (che doveva essere riciclato per non perderci tempo, eh) di questo blog che a studiare, per dire. Eppure, oltre all'istituzionale senso di colpa per il non aver studiato in generale, non c'è un vero e proprio pentimento, non riesco a dire "se tornassi indietro, non lo rifarei", e d'altro canto il fatto che stia qui a scriverlo lo testimonia egregiamente.

C'è un richiamo del vuoto, in me, in questo periodo, come se qualcosa stesse andando nel modo sbagliato. Beninteso, inteso come se sia stufato, annoiato dalla mia quotidianeità, dai gesti che dovrei, ora più che mai, compiere con soddisfazione e determinazione. Sono paradossalmente motivato ed indeciso nel contempo, non so se detto così renda ma è l'unico modo.